“Nomisma. Reggio e le sue monete”

Dal 22 Dicembre 2016 è stata inaugurata la mostra “Nomisma. Reggio e le sue monete” al MaRC (Museo Archeologico di Reggio Calabria).

moneta magno-greca (Metaponto)
moneta magno-greca (Metaponto)

La mostra è stata curata dal Direttore del MArRC Carmelo Malacrino e dal Prof. Daniele Castrizio dell’Università di Messina. Le monete di Reggio racchiudono la storia della città, dall’epoca Magno-Greca a al MedioEvo e lasciano il visitatore a bocca aperta per la perfezione artistica raggiunta dagli antichi greci.

La mostra espone anche le monete coniate a Reggio durante il periodo Bizantino, ovvero l’ultimo in cui il greco fu lingua ufficiale della città (XII secolo).

L’invasione slava del Peloponneso e la conseguente ondata migratoria ellenica nel Sud Italia.

Alla fine del VI secolo, il popolo degli Avari (di etnia slava) invade la Grecia del Nord, in particolare la Tracia, La Tessaglia e il Peloponneso.

Gli slavi inizialmente tenuti a bada dall’Imperatore di Costantinopoli con il pagamento di un tributo, si abbandonano continuamente a saccheggi e razzie. Così viene deciso l’evacuazione di intere regioni della Grecia verso il meridione d’Italia (Calabria e Sicilia).

In particolare, per quello che ci riguarda, si dice che la popolazione di Patrasso nel Peloponneso, fu trasferita a Reggio Calabria.

Ora, malgrado quello che ci dicono i libri di storia, ovvero che dopo l’occupazione romana Reggio diventa un municipium romano perdendo la sua identità greca, nel VI secolo d.C la città conserva ancora la sua lingua greca (altrimenti non avrebbe alcun senso un flusso migratorio greco a Reggio).

Del resto la città faceva parte dell’Impero Bizantino.

Quando gli slavi furono cacciati, dopo 200 anni circa, ovvero nell’806-809 l’Imperatore decretò la restituzione delle terre ai leggittimi proprietari per cui ci sarebbe stata una migrazione di greci di Reggio verso Patrasso.

Potete capire bene che nell’arco di 200 anni successero tante di quelle cose che ovviamente non tutti rientrarono, anzi altri vennero da noi.

Reggio per le fonti ufficiali restò sotto il dominio bizantino fino all’XI secolo, ma ovviamente la lingua si conservò più a lungo arrivando in alcune zone della Chòra reggina fino ai giorni nostri.

663-1044, ascesa e declino di Bisanzio in Calabria

Al termine delle guerre greco-gotiche che durarono dal 535 al 553 d.C. i bizantini erano riusciti a riconquistare la Calabria e la Sicilia. Nel VII secolo viene istituito il Thema di Sicilia con giurisdizione anche sulla Calabria.

Nella seconda metà del secolo l’Imperatore Costante II trasferì il suo quartier generale a Siracusa, nuova capitale dell’Oriente, ma fu assassinato da una congiura di corte e la situazione precipitò nel caos poichè nel frattempo gli arabi stavano conquistando la Sicilia.

Nel 847 i Longobardi conquistano la Puglia e la parte settentrionale della Calabria ponendo base a Cosenza.

L’imperatore bizantino Basilio I invia quindi il generale Niceforo Foca il Vecchio a riconquistare Calabria e Puglia. Questi riesce a sconfiggere arabi e bizantini e dare inizio ad un nuovo periodo di splendore per l’impero bizantino in Calabria.

Si diffonde nuovamente l’ellenismo che aveva caratterizzato la regione nei secoli precedenti. Questo avviene anche grazie ai profughi greci provenienti dalla Sicilia, ormai dominio arabo.

In questo periodo fondamentale fu il monachesimo basiliano per la diffusione del cristianesimo ortodosso.

Ricordiamo tra tutti San Nilo di Rossano, ancora oggi venerato nella città.

Gli Arabi dalla Sicilia minacciano seriamente la Calabria con rapide incursioni nelle località costiere, saccheggiano, rapiscono le donne. Lo stratego di Calabria, Eustazio, conclude un accordo che prevedeva il pagamento di un tributo nel 919.

Questo è il periodo in cui sorgono borghi dell’entroterra come Stilo, Pazzano e Bivongi, fondati per sfuggire alle incursioni arabe.

nel 922, il successore di Eustazio, Bizalon, viene assassinato a Reggio per cause non note (si dice che volesse accordarsi con gli Arabi di Sicilia contro l’Imperatore).

Nel 965 il nuovo stratego del Thema di Calabria e di Puglia, Niceforo Hexakionites, deve domare una rivolta a Rossano dove gli uomini rifiutano di imbarcarsi per la flotta bizantina. In tutta risposta egli progetta di radere al suolo la città ma San Nilo incercede a favore del popolo salvando Rossano.

Nel 982 Ottone II di Sassonia, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Germania, in quanto consorte della principessa bizantina Teofano rivendica il possedimento della Calabria e si prepara con il suo immenso esercito alla conquista.

In questo caso gli Arabi intervengono in aiuto dei Bizantini nella celebre Battaglia di Capo Colonna (982 d.C). La minaccia di Ottone viene respinta con gravi perdite e danni per la regione, ma è solo questione di tempo poichè all’orizzonte si affaccia una nuova minaccia per i bizantini, i Normanni.

533 d.C il generale Belisario da Costantinopoli per salvare la Calabria

Dopo lo scisma dell’Impero Romano in Impero Romano d’Oriente con capitale Costantinopoli e Impero Romano d’Occidente con capitale Roma, la Calabria fu assegnata a quest’ultimo conservando lingua greca e rito greco-ortodosso.

Il V e il VI secolo furono però anni duri per la nostra Calabria, invasa di continuo da Vandali, Goti e Ostrogoti.

Quando Giustiniano decise di inviare il suo più valoroso Generale, Belisario, per riconquistare la Calabria e la Sicilia, la popolazione era quasi allo stremo. Morto il re dei Goti, Teodorico nel 526 d.C, i Bizantini ebbero la strada spianata verso la riconquista dei territori persi. Ciò si concretizzò appunto con la spedizione di Belisario.

Nel 549 Giustiniano lo richiamò in Patria poichè i Persiani si affacciavano nuovamente minacciosi sui territori dell’Impero.

Si prospetta un nuovo periodo di invasioni per la nostra Calabria, stavolta furono i Longobardi a scendere dal Nord e conquistare la parte settentrionale della regione occupando Cosenza.

(continua…)

Bruzzano Zeffirio e Rocca Armenia

Bruzzano Zeffirio, famoso per il suo Capo Bruzzano, è un luogo ricco di Storia e bellezze naturalistiche.

Il Portale di Rocca Armenia
Il Portale di Rocca Armenia

Qui arrivarono i greci della Locride nel VII secolo a.C dividendosi in due gruppi. Uno si diresse verso l’interno fondando Bruzzano antica, l’altro fondò nei pressi di Capo Zeffirio (Ζέφυρος) la nuova Locri Epizefiri (il cui sito sarà poi spostato più a Nord dove erano presenti sorgenti d’acqua a sufficienza).

Il borgo oggi noto come Rocca Armenia e il Castello di Bruzzano vengono fatti risalire al periodo Bizantino, ovvero tra IX e X secolo d.C.

Il Sito ha subito diverse dominazioni. Nel X secolo era già caduto sotto il controllo dei Saraceni e il Castello utilizzato come quartiere generale per le scorribande contro i paesi limitrofi.

In epoca più recente è stato feudo dei Ruffo di Calabria, degli Aragona, degli Stayti e dei Carafa di Roccella (1806).

I terremoti che hanno colpito la Calabria nel 1783, 1905 e 1908 hanno ridotto in macerie l’abitato che fu quindi abbandonato definitivamente solo dal XX secolo.

Merita senz’altro una visita. E la sua storia antica resta per molti versi ancora un mistero.

Il Battistero di Santa Severina, uno dei monumenti Bizantini più importanti della Calabria (Paolo Orsi)

Interno del Battistero di Santa Severina
Interno del Battistero di Santa Severina (VI-VII secolo d.C)

Fu il grande Paolo Orsi, a cui dobbiamo la maggior parte delle scoperte archeologiche in Calabria, a riconoscere nel 1911 l’importanza di questo monumento del periodo Bizantino che risale al VI o forse VII secolo d.C.

Gli storici che prima di lui avevano scritto qualcosa fornivano scarse informazioni anche e soprattutto perchè non avevano mai visitato questo splendido luogo (Santa Severina).

Lo storico e politico Silvio Bernardo (purtroppo oggi scomparso) nelle sue pubblicazioni su Santa Severina afferma che “Ci troviamo di fronte ad un monumento veramente degno di attenzione, risultando essere l’unico, almeno in Italia, a presentare una pianta circolare con quattro appendici”.

Sia l’Orsi che il Bernardo propendono, in fine, a considerare il battistero come chiesa autonoma, sicuramente fondata prima del mille, assegnandone la costruzione ai due nostri arcivescovi metropoliti Giovanni I e Teodoro. Santa Severina fu infatti eletta Metropolita dall’Impero Bizantino dopo la perdita di Siracusa nel IX secolo.

Descrizione del Battistero

Il Battistero era originariamente affrescato, almeno in alcune sue parti, come evidenziano dei resti di affreschi appena visibili. Fu probabilmente durante l’occupazione araba (fine IX secolo) che gli affreschi originari furono rimossi.

Alcuni affreschi, in parte visibili ancora oggi, risalgono a epoche successive (XV secolo) come del resto la fonte battesimale collocata al centro. Nei capitelli di alcune colonne sono ancora perfettamente leggibili iscrizioni in greco bizantino relativi alla costruzione del luogo di culto.

Oggi il Battistero è adiacente alla Cattedrale, edificata nel XIII secolo e per la costruzione della quale fu probabilmente demolita una parte del monumento Bizantino in questione.

Può ritenersi forse errata l’ipotesi dell’Orsi che fa risalire la fonte battesimale al XV secolo, la quale potrebbe in realtà risalire al periodo in cui il monumento divenne Battistero della Cattedrale quindi nel XIII secolo.

La Zecca di Reggio attraverso i Secoli

La Zecca di Reggio attraverso i secoli
La Zecca di Reggio attraverso i secoli

Una mostra unica nel cuore storico di Reggio, al Teatro Francesco Cilea, espone le monete della Zecca di Reggio dall’età greca classica al periodo di dominazione bizantina, normanna, aragonese e angioina.

La mostra, coordinata dal professore Daniele Castrizio, si avvale di strumenti multimediali all’avanguardia per rendere unica l’esperienza del visitatore.

L’intento è sicuramente quello di far conoscere la storia della città di Reggio e la sua passata grandezza grazie alle monete che, ricordiamo, Reggio ha emesso dal VI secolo a.C fino al XV secolo.

La mostra sarà visitabile fino a Novembre 2015 in orari pomeridiani (17-19).

Altre informazioni sono direttamente reperibili sul sito ufficiale:
La Zecca di Reggio