Il Simposio in Magna Grecia. Una pratica imprescindibile della vita quotidiana

Il Simposio, dal greco syn+posien ovvero “bere insieme”, è un aspetto della vita quotidiana dei greci e anche dei magno-greci di notevole importanza. 

Numerosissime sono le testimonianze scritte di questo imprescindibile momento della vita quotidiana dell’uomo greco. Ogni casa greca aveva una stanza dedicata al Simposio, il famoso Triclinio, a cui avevano accesso solo gli uomini e i servitori. 

Simposio greco
Simposio greco, vaso attico

Durante il Simposio il padrone di casa intratteneva discorsi di politica, filosofia, ma anche semplici pettegolezzi (grazie anche al contributo delle Ethere, le donne libere e istruite allo scopo di intrattenere i partecipanti al simposio), con amici e spesso ospiti di riguardo della società. I momenti del simposio erano scanditi dalla consumazione di un pasto iniziale, quindi dal simposio vero e proprio accompagnato da musica e balli di fanciulli e fanciulle. Spesso venivano effettuati dei giochi, come il kòttabo, che consisteva nel centrare con le ultime gocce di vino rimaste nella propria coppa (la kylix), un recipiente posto al centro della stanza, su un piede di bronzo, e farlo quindi cadere per terra.

Il Simposio è stato reso celebre dall’opera di Platone in cui Socrate discute con gli invitati dei vari aspetti dell’amore. Ma i simposi della Magna Grecia venivano addirittura ridicolizzati dai greci della madre patria in quanto, a loro dire, troppo pomposi e dediti al vizio, e prendevano ad esempio quelli organizzati dal Tiranno di Siracusa, Dionisio I, o quelli dei Sibariti che non perdevano istanti per ubriacarsi e darsi alla bella vita.