Perìpoli, leggenda o realtà?

Il titolo di questo articolo è volutamente provocatorio.

Non ci sono dubbi che nel territorio tra Reggio e Locri esistesse in antichità un insediamento greco denominato Perìpoli. Molti storici greci e romani ne danno testimonianza e nel passato alcuni rinvenimenti fortuiti avvenuti nella Valle dell’Amendolea (vasellame, necropoli, resti di strutture murarie) farebbero pensare che propio lì fosse collocata la città, sulle sponde dell’Amendolea.

C’è chi identifica Perìpoli con il sito attuale del castello dell’Amendolea (Barrio). Tucidide ci informa che gli Ateniesi navigando verso Locri conquistano Perìpoli, posta sul fiume Alèce (Amendolea).

Lo storico contemporaneo Misiano invece afferma che Perìpoli (che significa insediamento di guardia, quindi non fù neanche una vera e propria città) deve identificarsi con l’attuale Amigdalà, posta tra Bova Marina e Condofuri, poichè Amendolea sorge a 12 km dal mare e non avrebbe avuto senso per gli ateniesi conquistare l’insediamento.

Va detto però che sono state trovate monete appartenenti a Perìpoli per cui non è detto che da semplice insediamento sia divenuta nel tempo una vera e propria città.

Originario di Perìpoli sembra che fosse lo scultore Pasìtele, che visse nel I secolo a.C (anche se secondo alcuni nacque  a Taranto). Una sua scultura è conservata nei musei vaticani (Pasitele).

Il mistero legato a Perìpoli durerà fin quando non verrano condotti scavi archeologici sistematici dell’area dell’Amendolea che sicuramente nel tempo ha subito trasformazioni geologiche rilevanti tanto cancellarne le tracce (non a caso, una scultura rinvenuta nel XVI secolo e attribuita a Pasìtele venne fuori da uno smottamento di una collina). Attendiamo fiduciosi.