Felice Mastroianni, il poeta neo-greco di Calabria

Felice Mastroianni nacque a Platanìa il 4 Agosto del 1914. Perse entrambi i genitori molto giovane.

Completati gli studi classici iniziò l’attività di docente in diverse scuole calabresi, non tralasciando però la sua passione, ovvero la Poesia.

Quando insegnava a Cassano sullo Jonio conobbe Antonietta Munno che diverrà sua moglie. Da lei ebbe tre figli.

Inizialmente si trasferirono a Nicastro, successivamente a Napoli (1963-68) dove vinse alcuni premi nazionali per la poesia.

In età avanzata tornò in Calabria e visse tra Nicastro e il suo paese natìo, Platanìa.

In queste periodo si dedicò assiduamente alla scrittura di poesie in lingua greca.

Lui che si riteneva un erede degli antichi magno-greci, come tutti i calabresi, fu travolto dal desiderio di dare ascolto e successivamente voce alla sua “antica anima” come la definì lui stesso.

In questo periodo fece numerosi viaggi in Grecia dove conobbe poeti famosi come Febo Delfi che giudicherà la sua poesia sublime e con difficoltà anche un greco potrebbe capire che fu scritta da uno straniero.

Ad Atene furono pubblicate tre sue raccolte di poesie: Quaderno di un’estate (1975), Primavera  (1977), La favola di Eutichio     (1982), in  cui  l’ultimo componimento è come  un  presagio della sua imminente morte. Eutichio infatti non è che il nome “Felice” in greco.

«Eutichio mi chiamano  i  fratelli poeti greci. E verrà il vento a cancellare la mia voce  e   la favola di “Eutichio”.

Morì a Lamezia Terme il 21 Aprile del 1982.

Dovendo citare una sua poesia è d’obbligo riportarvi quella dedicata al suo amato paese “Platanìa”:

 

 Platania 

           Questo mio paese ove son nato,

           che prese nome dal platani,

           il paese del cuore mio,

           dei miei morti,

           della mia speranza,

           dove potro’ un giorno

           finalmente dormire per sempre

           sopra la collina che guarda al mare.

              

               Questo mio paese di platani

           e’ come un albero dispogliato d’uomini

           che sono fuggiti lontano

           col loro dolore.

           Ma ai davanzali ancora

           hanno i gerani e i garofani

                    il dolce mesto sorriso di chi attende ombre care

                   che torneranno un mattino di sole e di rondini.

Per chi volesse approfondire la vita e le opere di questo grande ingegno calabrese vi suggerisco questo link:

Felice Mastroianni – Vita e Opere