La Civiltà Micenea e i suoi legami con la Calabria

La civiltà micenea caratterizza la storia dell’Ellade del II millennio a.C.

Dai libri di storia apprendiamo che era un popolo di stirpe indoeuropea che occupò la Grecia continentale scendendo dal Nord e ponendo la sua base in Argolide con centro di potere Micene.

Il popolo miceneo ci è noto soprattutto grazie ad Omero, per intenderci il re Agamennone comandante della spedizione punitiva contro la città di Troia era il re di Micene e Argo.

L’ascesa di questo popolo avvenne a partire dal 1750-1680 a.C circa e nel giro di alcuni secoli soppiantò la civiltà Minoica che, originaria dell’isola di Creta, aveva conquistato tutto l’arcipelago delle Cicladi.

Rovine di Micene
Rovine di Micene

I Minoici, popolo esperto sul mare, ma non altrettanto combattivo dovette cedere alla forza d’impatto dei micenei. I villaggi minoici furono distrutti e iniziò così l’era dei Palazzi (Cnosso, Festo etc.)

La civiltà micenea era dominata da un’aristocrazia guerriera al contrario dei minoici che basavano tutto sul commercio nell’egeo (ma non solo: una statuetta minoica è stata ritrovata anche in Calabria).

Si iniziò a parlare di civiltà micenea solo a partire dalla fine del XIX secolo quando l’archeologo Heinrich Schliemann scoprì la città e pubblico il suo libro Mycenae nel 1878.

La lingua

La lingua parlata e scritta dal popolo miceneo era il Lineare B che è stato decifrato, mentre la lingua monoica (lineare A) è ancora in corso di decifrazione.

I Micenei sono gli Achei di Omero

In base alle scoperte fin’ora effettuate il popolo miceneo corrisponderebbe agli Achei descritti da Omero. Essi arrivarono ad espandersi fino a Rodi e Cipro e il popolo Ittita già li rispettava e li temeva.

Intorno al XV-XIV secolo a.C la civiltà micenea e quella cretese ovvero minoica si erano completamente fuse dando origine alla prospera civiltà egea.

Le maggiori città

I centri più importanti della civiltà micenea furono Micene, Argo, Tirinto, Pilo e Tebe.

In particolare il Palazzo reale di Tirinto si pensa abbia ispirato la forma del Tempio Greco Classico.

Arte micenea

I micenei furono abili lavoratori dei metalli. Celebri sono le armi micenee e l’arte orafa (Maschera di Agamennone, coppe da Vino riccamente decorate etc.).

Anche la ceramica micenea con influenze minoiche raggiunse alti livelli. Il motivo caratterizzante è la decorazione dei vasi con elementi della flora e della fauna marina (delfini, polipi etc).

vaso miceneo
vaso miceneo

Sono state ritrovare anche numerose statuine di idoli e guerrieri.

reperto noto come Maschera di Agamennone
reperto noto come Maschera di Agamennone

La religione

I Micenei veneravano divinità del tutto simili agli dei dell’Olimpo Greco che si diffusero 4 secoli dopo.

Legami con la Calabria

Perchè abbiamo parlato dei Micenei?

Tantissime sono le testimonianze storiche di eroi Achei (micenei) che terminata la guerra di Troia giunsero in Calabria e fondarono diverse colonie (Chone e Pandosia per esempio furono fondate da Filottete, Laos e altre). Queste popolazioni avrebbero anticipato di 4 secoli la venuta dei greci ovvero la colonizzazione dell’VIII secolo a.C.

Diverse prove sono state recuperate a conferma di tale ipotesi, ne cito alcune.

Nelle fondamenta del Castello di “Le Castella” è stata scoperta una fortificazione antecedente il basamento di epoca greca e risalente appunto almeno al XIII secolo a.C.

Sono stati ritrovati in alcune Tombe delle armi e pezzi di armatura risalenti all’età del Bronzo e che trovano corrispondenza in pezzi ritrovati nell’argolide. Si tratta cioè di armamenti militari micenei.

Recentemente un team di archeologi internazionale ha scoperto nei pressi di Zambrone un insediamento di epoca micenea. Si tratta di una prova indiscutibile della presenza di gente micenea in Calabria. Oltre a reperti di ceramica molto significativi è stata anche individuata una fortificazione. Nella stessa zona è stata ritrovata una statuetta di produzione cretese.

La statuetta ritrovata a punta Zambrone, poco a Nord della rinomata località turistica di Tropea, appartiene all’arte minoico-micenea e testimonia quindi un contatto tra i popoli della Calabria e Creta già in epoca antica.

statuetta di punta Zambrone
statuetta di punta Zambrone

La fondazione di Locri Epizefiri

La fondazione di Locri Epizefiri risale all’VIII secolo a.C. da parte di greci provenienti dalla regione della Locride in Grecia.

Il mito narra che il sito originario della città era poco più a sud di quello oggi noto. Ma essendo la zona scelta povera di acque sorgive i locresi entrarono in conflitto con le popolazioni indigene che abitavano regioni più fertili e ricche di acqua.

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Donna Locrese prepara il corredo
Pinax Locrese con Ade e Persefone
Pinax Locrese con Ade e Persefone

Il sito indigeno di Janchina risulta essere stato distrutto attorno al 710 a.C (la necropoli cessa di essere usata in questo periodo).

I Locresi fecero un patto con gli indigeni affermando che non avrebbero attaccato i loro villaggi finchè avessero calpestato la stessa terra e portato la testa sulla spalle. In realtà però avevano precedentemente posto della sabbia nei loro calzari e teste di aglio sulle spalle. Ritennero quindi non sacrilego rompere il giuramento e attaccare il villaggio di Ianchina.

L’ecista di Locri fu Evante, comandante della spedizione locrese. I Locresi intrattennero poi scambi commerciali con gli altri villaggi indigeni più interni e imposero lo stile di vita dei greci che non dispiacque per nulla.

Presero mogli indigene e diedero vita alla magnifica civilta locrese di Calabria.