Nuovo allestimento del museo di Reggio: c’è molto lavoro da fare

Sabato 4 luglio è stata inaugurato il piano terra del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Mesi di attesa, dopo la riapertura parziale del Museo con la sola sala dei Bronzi operativa, per assistere ahimè a una cocente delusione.

Il piano terra, dedicato alla Reggio greca e romana, è stato allestito con pochissimi reperti e senza, secondo me, un criterio di esposizione coerente e scientifico.

Le vetrine alte oltre 1 metro e occupate solo nella base (saranno pure moderne ma poco funzionali) non permettono di apprezzare i reperti, peraltro sistemati “a casaccio” e non lo dico solo io. Questa è stata l’opinione di molti visitatori reggini, italiani e stranieri in cui ho letto la delusione dopo tanta attesa.

Le pecche più gravi: i reperti sono sprovvisti di etichetta e dove presente c’è solo la lingua italiana. L’esposizione delle monete è obsoleta rispetto agli altri musei della Magna Grecia (Siracusa, Taranto, Gela). Le vetrine mi sembrano totalmente inadeguate (troppo alte e non valorizzano i reperti ma potrebbe essere un problema di sistemazione pessima).

Credo che chi visita prima il museo di Siracusa, Taranto, Matera, Gela, Vibo Valentia..non possa che constatare che qualcosa al Museo di Reggio è assolutamente da cambiare, dalla scelta dei reperti alla loro collocazione che minimizza il loro valore storico esaltando invece i grandi parallelepipedi bianchi e inutili.

Ovviamente questa vuole essere una critica costruttiva. E’ sempre possibile porre rimedio agli errori ma bisogna farlo con criterio e assumendosi le proprie responsabilità. Dopo tutti i soldi spesi per questo Museo non si può e non ci si deve accontentare. Si deve ottenere il massimo e il cittadino turista deve uscire soddisfatto ma arricchito culturalmente dalla visita al Museo.

Attualmente, non essendoci etichette ne tabelloni che spiegano i reperti (solo i totem per le monete) non ci si può certo fare una cultura dei reperti esposti. Il turista occasionale potrà non notare queste cose ma chi se ne intende almeno un po proverà quello che ho provato io.